Elio Germano vince a Cannes


Quando in un contesto sociale come quello attuale, dove domina imperante la cultura dell’estetica, il bello di turno Riccardo Scamarcio, viene oscurato da un ragazzo apparentemente normale, vuol dire che quest’ultimo non può che essere un grande attore, il film di cui parliamo è Mio fratello è figlio unico di Daniele Lucchetti del 2007, e l’attore dalla bravura ineguagliabile risponde al nome di Elio Germano.

Questo ragazzo nato a Roma nel settembre del 1980, ma di origini molisane, è uno dei prodotti più belli del nostro bistrattato piccolo cinema. La forza di Elio risiede nella sua capacità camaleontica di adeguarsi al personaggio e di sapersi abbandonare alle cure dei vari registi senza mai abbandonare la propria personalità, la quale non risulta trascurata sia che si tratti di una commedia giovanile come  Che ne sarà di noi di Veronesi sia che stia recitando in un film più cupo e triste Come Dio comanda di Salvatores, perciò la sua faccia cruda eppure espressiva e il suo aspetto apparentemente ordinario ben si prestano alle storie che il grande cinema italiano riesce a raccontare, dove non esistono grandi effetti speciali, ma solo vicende radicate nel reale dove sono i sentimenti a dover essere espressi in maniera convincente, dove cioé, occorre la bravura di un vero mostro della recitazione. In questo senso la carriera di Germano non può non essere considerata come ideale prosecuzione delle carriere di grandi attori italiani che tutto il mondo ci invidia, da Mastroianni a Gassman.

È con una punta di orgoglio che ho appreso la notizia che il nostro protagonista avesse conquistato la palma d’oro a Cannes per la sua interpretazione ne La nostra vita di Lucchetti, perché, modestamente, chi vi scrive ha sempre creduto in questo ragazzo, fin da quando nel 2003 andai a vedere un film dove lui recitava la parte di un ragazzo della provincia abruzzese (Liberi di Tavarelli), mi colpì molto quella sua interpretazione, cercai di ricordarmene il nome, sperando di avere la possibilità di rivederlo, speravo che la nostra Italia non facesse cadere nel dimenticatoio un ragazzo comune ma bravissimo, speravo che i contenuti vincessero sull’immagine, speravo che la cultura sopraffacesse la banalità: il mio desiderio è stato esaudito, Elio ha avuto il giusto riconoscimento e non è più necessario annotarsi il suo nome, la sua storia può essere vsta come  una speranza: i veri valori emergeranno. Auguri Elio per questo premio, ti auguro una carriera splendente e ti ringrazio perché ci regali sempre grande cinema di qualità.

Mino 100

~ di ioewoody su 4 giugno 2010.

4 Risposte to “Elio Germano vince a Cannes”

  1. a Cannes ne capiscono di cinema, direi
    hanno premiato l’innegabile bravura di Germano, non il film che (io l’ho visto una volta sola, potrei ricredermi) è riuscito solo a metà

  2. Concordo, direi che ora come ora Germano è uno dei pochi veri attori italiani. Molti fanno finta di recitare. Lui lo fa davvero e pure bene.

    • personalmente apprezzo molto Giuseppe Battiston e ovviamente
      Silvio Orlando. Il cinema italiano non sarà esportabile ,ma il talento e la creatività non ci manca sicuramente.

  3. Infatti ho detto pochi ;-)
    Diciamo che gli attori in italia si contano sulle dita di un monco :-D

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